Le mie esperienze

Lo stress e l’apprendimento – La prospettiva steineriana

 

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Spesso quando tengo una classe introduttiva sugli oli essenziali mi viene chiesto se possono aiutare contro lo stress. La risposta è sì, ma ci sono molti altri aspetti da tenere in considerazione e molte domande da porsi. Come dico sempre, molte soluzioni vengono dallo stile di vita che scegliamo, e se queste scelte vanno nella direzione di un benessere olistico, allora anche gli oli essenziali risulteranno più efficaci perché saremo più sensibili alle esigenze nostre e degli altri, più attenti, più consapevoli.

Quella che vedete nella foto in alto è la scuola in cui lavoro, tra i boschi e le fattorie. La mia esperienza in una scuola steineriana mi ha insegnato molto su questo tema, fin dal giorno in cui ho iniziato a lavorare come supplente (e a prendere appunti da un’insegnante meravigliosa che mi incantava ogni volta). Ho letto questo articolo su un periodico della scuola che riguarda lo stress e i suoi effetti sull’apprendimento, che ritengo interessante e che traduco volentieri, come spunto per chi lavora come operatore del benessere e per i genitori che si chiedono cosa succede ai loro bimbi nelle ore che passano a scuola. E’ scritto da un’insegnante steineriana, precedentemente direttrice della federazione norvegese delle scuole Waldorf, Gry Veronica Alsos.

 GENERAZIONE-PRESTAZIONE

L’infanzia di oggi è sottoposta a una pressione molto maggiore di quella che abbiamo provato noi adulti. Cosa possiamo fare per aiutare?

Le lunghe attese davanti alle porte degli psicologi parlano abbastanza chiaro: i bambini di oggi non sono come i bambini di 100 anni fa. Rudolf Steiner sottolineava l’importanza di tenere presente il punto in cui gli alunni si trovano prima di fare un piano didattico. Come insegnanti è nostro dovere avere un’immagine precisa di chi sono gli alunni e, quando non possiamo avvalerci della nostra esperienza, dobbiamo ricercare la conoscenza necessaria. Le cose si sviluppano così velocemente che è importante come non mai che noi – insieme ai genitori –  riusciamo a capire cosa significhi essere bambini oggi, in modo da poter forse evitare di ricorrere all’aiuto dello psicologo. Sappiamo quali sono i segnali di avvertimento, e li prendiamo sul serio?

Se un alunno di seconda media uno o più di questi sintomi: poca memoria, difficoltà di concentrazione, difficoltà di apprendimento, rimanda i compiti, si stanca facilmente, non dorme bene, lamenta dolori in varie parti del corpo, mangia molti dolci o si ammala facilmente, spesso lo si attribuisce alla pubertà e agli scatti di crescita. Ma gli stessi sintomi possono essere segnali di stress. Nuove ricerche hanno fatto luce su questo e hanno mostrato che c’è dietro molto di più di quanto si pensasse.

GLI ORMONI DELLO STRESS 

Tutti sappiamo come ci si sente quando si è stressati, ma meno comune è la conoscenza di come gli ormoni dello stress agiscano e ci influenzino. Questi ormoni non entrano in circolo semplicemente quando ci troviamo in una situazione difficile, ma sono coinvolti in ogni occasione in cui siamo in attività, soprattutto quando ci sentiamo insicuri o non abbiamo il controllo. L’adrenalina compare e ci fa mantenere svegli, ma svanisce altrettanto rapidamente. Il cortisolo ha un effetto più lungo, con una emivita di quattro ore per cui, se viene attivato troppo spesso, abbiamo sempre un alto livello di cortisolo.

Questo provoca un processo dannoso per il corpo, inibendo le difese immunitarie e rendendoci più esposti alle malattie. Impedisce l’assorbimento di ossigeno nei muscoli, che ci faranno male e si stancheranno facilmente. Influisce sulla concentrazione e la memoria e riduce la capacità di pensare in modo analitico. Siccome il corpo si trova in una situazione pericolosa, il metabolismo viene disturbato e si accumula grasso in punti specifici. Sia il sonno che gli ormoni della felicità vengono influenzati, così si dorme poco e male, ci si deprime facilmente e si creano le condizioni per problemi infiammatori nell’organismo.

Per un adulto può essere estremamente difficile uscire da questa spirale: quando si dorme male si è stanchi e si riesce a fare meno di quello che si dovrebbe, così ci si sente in colpa. Il fisico non usa il nutrimento perché crede di essere in pericolo e il tempo si usa solo per tamponare le emergenze. I pensieri e l’attenzione non sono rivolti a quello che si sta facendo in quel momento, ma a quello che si sarebbe dovuto fare, non si riesce a fermarsi per valutare la situazione ed è necessario che altri intervengano per aiutare a fare un passo indietro.

LO STRESS NON HA LIMITI DI ETA’

 I bambini e gli adolescenti possono trovarsi nella stessa spirale, anche se in gioco non ci sono il lavoro, lo stipendio o le responsabilità per la casa e la famiglia. Il loro sistema ormonale non è completamente sviluppato e non hanno le stesse capacità di riconoscere i propri sentimenti ed emozioni che hanno gli adulti. Le esperienze e i sentimenti ad esse collegati si trasformano facilmente in convinzioni, così un paio di sconfitte portano ad una immagine negativa di sè. Eventi che si ripetono in tempi brevi si rafforzano e confermano quanto si sia senza speranza. Un compito in classe di matematica andato male può essere sufficiente, se non lo si sa fare, e non servono molti compiti andati male per sentirsi dei perdenti. Ogni volta che si parlerà di matematica, i pensieri andranno a questo e si innescherà automaticamente una reazione che aumenta lo stress, anche solo pensando alla prossima ora di lezione.

Questo diventerà un modo di pensare che mantiene alto il livello degli ormoni dello stress: ci si assilla pensando quanto si è stupidi/imbranati/incapaci, a quante cose sciocche si sono fatte,  a tutte le domande ridicole che si sono fatte in classe, quanto sono difficili le tabelline, quanto è difficile quest’anno quella data materia e che potrà solo peggiorare – così si vedrà ancora meglio quanto si è in difficoltà… Questo porta ad affrontare anche altre situazioni o altre materie con lo stesso atteggiamento, e si finisce ad avere bisogno dell’aiuto dello psicologo, perché tutte le cose negative che si temeva potessero succedere, accadono. L’unica cosa che ci si aspetta è il fallimento, e anche le eventuali situazioni positive non si riescono a vedere e non contano. Tutto ciò che conferma la tesi viene invece raccolto e soppesato.

In questo modo, un bambino può creare un’immagine di sè che non solo è negativa, ma che limiterà anche quello che vorrà fare, quali rischi si sentirà di prendere, e quello che gli piacerà fare. E quando un bambino si esprime con frasi del tipo: “Tipico di me!” oppure “Lo sapevo che non ce l’avrei fatta!”, rivela profondi e preoccupanti atteggiamenti verso se stesso.

Quando succede, è responsabilità degli adulti di riferimento aiutarli a correggere tali atteggiamenti. Abbiamo contribuito a creare questa immagine di sè? Gli abbiamo insegnato che “sbagliare”non è sbagliato, ma un passaggio necessario per imparare? I bambini devono essere stimolati e hanno bisogno di sfide, devono imparare e svilupparsi, ma gli stimoli e le sfide non possono essere più grandi delle loro capacità. Se vogliamo renderli indipendenti e capaci, non possiamo certamente metterli sotto una campana di vetro tra i cuscini per evitare di stressarli, ma devono anche sentire di riuscire ed essere felici.

LE COSE SU CUI CI SI CONCENTRA SONO QUELLE CHE CONTANO 

Le reazioni fisiche esistono per aiutarci. Quando facciamo qualcosa che pensiamo che arricchisca e in cui siamo pienamente presenti, ne sentiamo i benefici e stiamo bene. Gli ormoni dello stress vengono emessi in quantità che non sovraccaricano l’organismo. Lo stress è naturale nella vita, e dobbiamo insegnare ai bambini ad accettaro e gestirlo. Questo dovrebbe essere una parte della routine quotidiana a scuola. Ma non possiamo semplicemente dire ai bambini come fare, dobbiamo mostrarlo, viverlo e farlo insieme a loro. Dobbiamo costruire su tutte le cose positive che aiutano a fronteggiare lo stress negativo, le più importanti delle quali sono la gioia e l’entusiasmo. Essere presenti in quello che si fa, sia nelle attività che nelle interazioni sociali. Quindi dobbiamo avere il tempo e la calma necessari per fare quello che dobbiamo fare. Le parole chiave sono respiro e scorrevolezza.

Mantenere l’attenzione è un modo efficace per ridurre gli ormoni dello stress. La pedagogia steineriana mette in atto questa strategia utilizzando elementi come la musica, le interazioni sociali e le attività manuali in ogni materia, poichè tali esperienze aumentano la resistenza agli ormoni dello stress. Un insegnamento che utilizza diversi canali offre maggiori possibilità a tutti di sentire di padroneggiare una materia e desiderare di imparare sempre di più a scuola.

Come insegnanti, siamo degli esempi importanti. Un insegnante stressato o arrabbiato può soffocare sia la gioia che la motivazione. I bambini imparano da quello che vedono. Non sono solo i bimbi piccoli che imitano il comportamento, le reazioni o gli atteggiamenti. Lo stress è contagioso.

Un ambiente scolastico che non accetta l’infelicità e il disagio, uccide gli ormon dello stress. Se qualcosa non va bene per qualcuno, si smetterà di farla e si metteranno in atto dei cambiamenti. Non ci si matiene ai confini, si cercano delle soluzioni. Si cercano le cose positive e si confida che si migliorerà. Le profezie si autoadempiono. Concludiamo la giornata con un feedback, concentrandosi su cosa è andato bene. Sottolineiamo ciò che era bello, ben fatto e speciale e confermiamo il valore di ognuno e i sentimenti positivi di riuscire a farcela, di migliorare. Questo lo possono fare sia gli insegnanti che i genitori.

LE COSE IMPORTANTI

Le scuole steineriane hanno tutti i presupposti per riuscire a creare un ambiente scolastico positivo per tutti. Non significa semplicemente privilegiare le attività pratiche o artistiche, ma avere la consapevolezza degli effetti decisivi che le stesse hanno per il corpo, l’anima e la mente.

Le scuole steineriane hanno anche insegnanti stressati ed alunni che non si trovano bene; dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro e aiutarci a mettere dei confini tra cosa è buono per noi e ciò che non lo è, e fare i cambiamenti necessari. Possiamo decidere delle priorità. Gli obiettivi scolastici sono in cima alla lista.

Non stressiamoci, respiriamo profondamente e godiamoci i momenti! Prestiamo attenzione alle persone intorno a noi e riconosciamo tutte le cose buone che fanno. La vita non ha fretta.

Questo post è abbastanza lungo, quindi rimanderò ad uno successivo i suggerimenti per utilizzare l’aromaterapia quando ci sentiamo stressati Tuttavia, non posso non menzionare la lavanda, il vetiver, il cipresso e gli abeti, Frankincense, la miscela Balance, Serenity, Motivate, InTune, Elevation, Citrus Bliss e perché no, anche Breathe e arancio amaro.

 

 

 

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