Pedagogia Waldorf

Tradizioni Waldorf: Festa di San Michele

Ogni anno a fine settembre, in quello che qui in Norvegia è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze d’autunno, la nostra scuola mette in scena un grande gioco-rappresentazione sulla storia di san Michele che aiuta san Giorgio a sconfiggere il drago. Ogni scuola steineriana la ricorda secondo la sua tradizione, ma se non la conoscete, spero con questo post di trasmettervi il suo significato.

San Michele è una festa d’autunno, che nella zona da cui provengo era ricordata con una fiera degli animali e che viene celebrata anche in culture diverse dal cristianesimo. Arriva poco dopo l’equinozio ed è l’inizio della stagione in cui le giornate diventano più corte e più fredde, la luce diminuisce e noi siamo chiamati a rinforzare le nostre difese, sia fisicamente che anche interiormente. Siamo chiamati a rallentare e a creare la luce e il calore dentro di noi.

Dopo l’esplosione e l’espansione dell’estate, le temperature più fresche dell’autunno ci richiamano a un periodo di maggiore raccoglimento, di silenzio se vogliamo. Molti amano l’autunno anche per questo!

La festa, come si può immaginare, prende il nome da san Michele, uno dei quattro arcangeli e in particolare quello che riuscì a scacciare Lucifero dal Paradiso. E’ l’angelo del coraggio, della lotta contro il male, e ci insegna a trovare il coraggio per affrontare l’inverno. E’ presente in molti dipinti importanti, tra i quali ad esempio questi di Raffaello e del Tintoretto.

San Michele di Raffaello
San Michele di Tintoretto

La leggenda

“Fuori dalle mura di una piccola città della Libia viveva un drago, che ogni giorno pretendeva degli agnelli in sacrificio. Un giorno, gli abitanti della città non ebbero più agnelli da sacrificare e il drago pretese che venisse offerta una fanciulla, pura e senza macchia. 

Le giovani venivano estratte a sorte e un giorno accadde alla figlia del re. La principessa accettò la sua sorte, per solidarietà verso le altre giovani della città.

Nel frattempo, in un paese lontano, un cavaliere chiamato Messer Giorgio si stava preparando a partire sellando il suo cavallo, quando sentì una voce dal cielo:

“Messer Giorgio, sono l’Arcangelo Michele. Ho un importante compito da affidarti, da parte di Dio:devi salvare questa fanciulla e la sua città dal drago che li minaccia, parti ora!”

Messer Giorgio, come ogni cavaliere pronto a servire, spronò il cavallo per raggiungere la città e fermò la principessa tra lo sgomento dei presenti. “Il drago ti ucciderà! Ti lancerà fuoco e fiamme!”

Messer Giorgio, però, sapeva di avere una missione da compiere e lo sentiva così forte che la paura del drago non poteva fermarlo.  Chiese aiuto a Michele, chiedendo come affrontare il drago.

Michele gli diede un mantello dorato e gli disse: “Indossa il mantello della verità”. Così Messer Giorgio andò incontro al drago, che gli sputò fiamme e veleno,  furioso per non aver ricevuto il suo sacrificio quotidiano. Il mantello però protesse Messer Giorgio e respinse le fiamme contro il drago, che per un momento non riuscì a vedere. Dopo poco però, reagì ancora più furibondo e strappò il mantello. Riuscì anche a sgretolare la spada sguainata, davanti allo sgomento degli abitanti della città, che decisero di venire in soccorso con le loro spade. Purtroppo però, il drago riuscì a distruggerle tutte.

Dall’alto, san Michele vide la situazione e chiese aiuto al Signore, che staccò un pezzo di sole e lo diede a Michele. Con la pietra del sole, Michele toccò la spada di Messer Giorgio , che tornò integra e splendente. la sua luce brillò su tutte le spade degli uomini coraggiosi, e tutti insieme si lanciarono sul drago e riuscirono a domarlo.

Il re uscì dalla città e offrì la mano della principessa e metà del suo regno a messer Giorgio. La città festeggiò tutti gli uomini coraggiosi che avevano sconfitto il drago.”

Ora, so che questa leggenda da alcuni punti di vista è poco moderna. La principessa in difficoltà, ma non vogliamo insegnare la parità? E perché alla fine viene offerta in sposa senza il suo consenso (almeno secondo la leggenda non viene nominato)?

Perché una storia religiosa, quando tanti bambini non sono cristiani?

Quello che posso rispondere è che possiamo scegliere a cosa dare importanza e che nel medioevo, epoca dei cavalieri, le principesse erano davvero date in sposa senza tante domande. Ma soprattutto, dopo tanti anni in cui vedo celebrare questa festa, vedo che ai bambini non importa. Bambini e bambine vestono i panni dei cittadini coraggiosi, degli angeli e dei draghi, anzi il bello è proprio questo: ogni anno, le classi hanno un ruolo, quindi di anno in anno assumono la prospettiva del personaggio che interpretano. Quest’anno abbiamo aggiustato un po’ le cose perché la classe che non ha potuto fare i draghi l’anno scorso per via delle restrizioni per il covid potesse svolgere anche quella parte.

Si divertono a fare i draghi, e si divertono a sconfiggerli. Con quelli più grandi, che nel loro ultimo anno sono gli angeli che ridanno la vita agli umani coraggiosi, abbiamo ripercorso la storia insieme. Ricordavano che i draghi si tengono lontani cantando, e che hanno incontrato un cervo nel bosco, e le diverse versioni della storia raccontate dai diversi insegnanti… 

La cosa più bella è stata passare con loro al livello successivo, in cui abbiamo parlato del fatto che ci saranno sempre dei draghi grandi e paurosi da sconfiggere e da domare, e che ci si riesce quando si sceglie la verità e si combatte insieme. Per questo credo che valga assolutamente la pena celebrare questa festa.

Idee per la festa di san Michele

Sia che siamo parte di una comunità Waldorf, che genitori che vogliono creare delle tradizioni, o magari facciamo home schooling, possiamo cogliere degli spunti, anche a seconda delle età dei bambini. Con i più piccoli, non c’è bisogno di spiegare tutto, perché spesso si divertono di più facendo qualcosa. Alcune idee possono essere:

Potete iniziare a programmare e aggiungere qualcosa ogni anno, e creare le vostre tradizioni… Le feste non sono una cosa di un giorno, e come vedremo, seguono un ritmo durante l’anno, e preparano l’una le basi per l’altra. 

Per noi adulti, usiamo questo periodo per un lavoro interiore:

  • Cosa dobbiamo rendere più forte?
  • C’è qualche drago che abbiamo bisogno di allontanare dalla nostra vita?

Gli oli essenziali per il coraggio

Il mio preferito è Brave, una miscela che contiene arancio dolce, cannella, amyris e osmanto. Nasce per i bambini ed è diluita in olio di cocco frazionato, ma possiamo usarla anche noi adulti, ogni volta che dobbiamo affrontare qualcosa che ci spaventa o ci preoccupa. Ogni volta che quel drago arriva all’orizzonte, insomma…e succede.

L’arancio è l’olio dell’abbondanza, la cannella dona molta forza e fiducia in noi stessi. 

Come usiamo gli oli essenziali?

In questo caso, possiamo applicarlo sul cuore e sulla nuca, sul palmo delle mani e aspirare. Ci può aiutare ripetere un’affermazione: 

  • Ho già affrontato dei draghi nella mia vita, e posso farlo ancora
  • Anche se ho paura, sono pronto/a ad affrontare questa cosa e anche questo è coraggio

Spero che questo post sia stato interessante! Vi racconterò tutte le ricorrenze, una alla volta. Qui trovate il video relativo a questo post.

Se vi fa piacere conoscere meglio anche il mondo degli oli essenziali, potete scrivermi per una consulenza gratuita per le vostre esigenze a laviaaromatica@gmail.com oppure partecipare a una presentazione introduttiva, è online, gratuita e senza impegno!

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